Quella del training autogeno è una pratica da esercitare con calma e serenità interiore per ottenere un rilassamento psico-fisico, in quanto corpo e mente sono strettamente collegati fra loro. Il raggiungimento di questo stato, si ottiene gradualmente attraverso la pratica degli esercizi base, per poi proseguire con quelli di un livello superiore.
I sei esercizi principali del training autogeno sono anche definiti somatici, perché la concentrazione dell’esercizio riporta l’attenzione mentale su sensazioni fisiche, interessando i muscoli, l’apparato cardiaco e circolatorio, la respirazione, gli organi dell’addome e la testa.
Gli esercizi successivi rivolgono invece la propria attenzione all’inconscio e alla mente e per questo motivo vengono considerati di un livello superiore.

Considerazioni indispensabili per gli esercizi di training autogeno.

E’ importante essere consapevoli che i benefici ottenuti dagli esercizi del training autogeno sono graduali e avvengono di stadio in stadio, per questo motivo è fondamentale che prima di passare all’esercizio successivo, si sia raggiunto lo stadio attuale.
L’ambiente dovrà essere silenzioso e la luce soffusa, bisognerà assicurarsi di non essere disturbati, indossando abiti comodi che non stringano e non arrechino fastidi fisici, che non generino troppo calore e non facciano sentire freddo.
Gli esercizi vanno svolti con calma e preferibilmente ad occhi chiusi, assumendo una posizione che allenti tutte le tensioni muscolari, a scelta tra la posizione supina, a cocchiere o a poltrona. Infine, va eseguito un esercizio di ripresa muscolare alla fine di ogni stadio raggiunto, praticando respiri profondi fino a che si potranno riaprire gli occhi. Essi sono indispensabili per evitare cali di pressione e capogiri determinati dal rilassamento profondo.

1- Esercizio della pesantezza.

Dopo aver assunto la posizione preferita e rilassato adeguatamente i muscoli, bisogna eseguire lente e profonde respirazioni, chiudendo lentamente gli occhi.
Raggiunto uno stato di rilassamento adeguato, si dovranno ascoltare le sensazioni che provengono dal proprio corpo, concentrandosi sulla pesantezza di una sola parte di esso, per poi procedere a sentire la presenza di tutto il resto del corpo. Mentre si esegue questa fase dell’esercizio, si deve ripetere un mantra fra sè e sè.
Si eseguirà l’esercizio di ripresa nel momento in cui lo si riterrà opportuno. L’esercio della pesantezza agisce sul rilassamento muscolare.

2- Esercizio del calore.

L’esercio del calore, eseguito specificatamente per agire sulla dilatazione dei vasi sanguigni periferici, va iniziato con le stesse modalità del primo esercizio, integrandolo con la sensazione di calore dapprima di un solo arto, per poi proseguire gradatamente a coinvolgere tutto il corpo, concentrandosi sulla sensazione di calore che esso emana.
Anche in questo caso va ripetuto un mantra ed eseguito l’esercizio della ripresa prima di ritornare alla quotidianità.

3- Esercizio del cuore.

Agendo esclusivamente sulla funzionalità cardiaca, questo esercizio permette al soggetto che pratica training autogeno, di entrare in comunicazione col proprio cuore, ascoltandone il battito calmo e regolare che tranquillizza con il suo ritmo.
Come dopo ogni sessione, dopo l’esercizio del cuore va eseguito l’esercizio della ripresa, solo nel momento in cui ci si sente pronti, rilassati e svuotati di tutte le tensioni.

4- Esercizio del respiro.

L’esercizio del respiro viene effettuato per regolarizzare l’introduzione e l’emissione di ossigeno, agendo sull’apparato respiratorio.
Procedendo come ogni esercizio, questa volta bisognerà porre l’accento sul ritmo respiratorio, ascoltando l’inspirazione e l’espirazione calma e regolare, assorbendo la serenità da questo processo fisiologico istintivo. Analogamente si procede all’esercizio della ripresa.

5- Esercizio del plesso solare.

L’esercizio del plesso solare agisce sugli organi addominali e consiste nel focalizzare l’attenzione sull’addome e su tutti gli organi interni, sentendo il calore positivo che essi emanano e fondendosi con la loro funzionalità vitale.
Preceduto da tutte le fasi di inspirazione e respirazione, dalla concentrazione sulla pesantezza del corpo, sul suo calore, sul battito cardiaco e sul ritmo respiratorio, si pone infine l’accento sulla porzione addominale, per concludere con gli esercizi della ripresa.

6- Esercizio della fronte fresca.

Agendo a livello cerebrale, l’esercizio della fronte fresca è l’ultimo tassello dei sei esercizi somatici e consiste nell’attraversare ogni singolo stadio degli esercizi precedenti per giungere, in estrema calma e rilassatezza, alle sensazioni emanate dalla fronte, sede del tessuto cerebrale.
Successivamente si potrà procedere all’esercizio di ripresa e dopo aver preso dimestichezza con gli esercizi somatici, si potrà accedere alla fase più delicata degli esercizi mentali.

 

SP

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