“La storia della scoperta della vitamina D parte nel 1919 quando venne evidenziato, da Huldschinsky, che bambini affetti da rachitismo guarivano se esposti alla luce ultravioletta.”
Fonte: Wikipedia

Ecco che, col drastico cambiamento di vita che abbiamo subìto nel corso degli anni, vale la pena riscoprire e far conoscere questa vitamina, prezioso alleato del nostro organismo.

Un pò di semplice chimica

La vitamina D è un gruppo di pro-ormoni liposolubili costituito da 5 diverse vitamine: vitamina D1, D2, D3, D4 e D5. Le due più importanti forme nella quale la vitamina D si può trovare sono la vitamina D2 (ergocalciferolo) e la vitamina D3 (colecalciferolo), entrambe le forme dall’attività biologica molto simile. Il colecalciferolo (D3), derivante dal colesterolo, è sintetizzato negli organismi animali, mentre l’ergocalciferolo (D2) è di provenienza vegetale.
Fonte: Wikipedia

Dove la prendo?

L’assunzione di vitamina D è essenziale per il nostro organismo e può avvenire in due modi:

  • tramite esposizione alla luce del sole
  • tramite l’alimentazione

L’esposizione in modo corretto ai raggi solari permette alla nostra pelle di produrre circa l’80% del fabbisogno di cui necessita l’organismo, ovviamente senza alcun tipo di protezione.
Sia chiaro, proteggere la propria pelle non è sbagliato ma il nostro percorso evolutivo ci ha fatto dimenticare l’unico utile amico che avevamo per produrre vitamina D: il sole, un ottimo aiuto se preso nei giusti momenti e per un tempo determinato.

La vitamina D viene sintetizzata attraverso la pelle sotto l’azione del sole, quando la lunghezza d’onda della radiazione solare è tale da avere una determinata intensità.
Questo avviene principalmente d’estate, esponendosi in maniera adeguata. Tra l’autunno e la primavera, invece, l’apporto garantito dal sole diminuisce in quanto si riduce l’intensità della radiazione.
Inoltre tanto più ci si allontana dall’Equatore, tanto meno i raggi solari sono capaci di “aiutarci” a produrre questa vitamina.

L’altro 20% viene assunto nella normale alimentazione di tutti i giorni e, solo in determinati casi, anche con l’uso di integratori alimentari.
Se da un lato si può considerare una vera e propria vitamina, in quanto viene assunta tramite il cibo, dall’altro agisce come un ormone in grado di regolare diverse funzioni del nostro organismo.

Sole e alimentazione

L’esposizione solare necessaria per garantire livelli adeguati di vitamina D varia a seconda della latitudine, della stagione e dell’ora del giorno in cui ci espone. In generale, per una corretta produzione di vitamina D bisognerebbe esporsi per 15-20 minuti al giorno, per almeno 4 giorni alla settimana, scoprendo braccia, viso e gambe.

D’altra parte,gli alimenti contenenti vitamina D non sono molti.Troviamo questa sostanza in pesci particolarmente grassi (per esempio salmone, aringa e sgombro), burro, uova, fegato e alcuni tipi di formaggi grassi e in tutte le verdure verdi

Quando integrarla?

Considerando che l’alimentazione in Italia fornisce in media circa 300 UI/die e che nel periodo invernale l’esposizione solare è assente, per mantenere livelli sufficienti di vitamina D è necessario seguire le “buone regole” per la giusta produzione o, per chi non ha tempo o ne è impossibilitato, assumere supplementi farmacologici su consiglio del proprio medico.

tabella assunzione giornaliera vitamina d

Livelli di assunzione giornalieri raccomandati di Vitamina D

Conclusioni

Abbiamo visto come la produzione di vitamina D è importante per il nostro organismo e come, tramite la natura, possiamo aiutare il nostro organismo a produrla.
Non dimentichiamoci però che al sole ci si scotta molta facilmente e quindi, dopo i minuti necessari per la produzione di vitamina, utilizzare subito un buon prodotto protettivo.

SP

Post correlati